Ilamù
Le mie sono cronache, recensioni. Uno spazio per esercitare il diritto alla critica, la facoltà di elaborare linguisticamente il mondo come appare. "Ilamù" si occupa essenzialmente di questo: danza e teatro.
Lovely day for a Picnic
sabato 1 settembre 2012
venerdì 27 luglio 2012
Spellbound Contemporary Ballet chiude in bellezza la rassegna I.a.D.
Contemporaneo e barocco, due le coreografie
che la compagnia Spellbound Contemporary Ballet presenta martedì 31 a “Invito
alla Danza”: “Lost for Words”, creazione messa in scena per Civitanova Danza
Marche 2012 ma per il pubblico romano nella sua versione ultimata e, rinnovato
allestimento, “Bachiana”. Una poetica personale, uno scambio di conoscenze e apporti,
una personale concezione del linguaggio coreografico, Mauro Astolfi si richiama
alla sincerità del corpo come mezzo espressivo privilegiato.
Quali
sono le parole vuote secondo lei?
«È una domanda quasi irrispondibile, ma provo.
Il principio che ha ispirato “Lost for Words” è la vuotezza delle parole che
deriva dalla condizione di vuoto della vita di tutti i giorni, in un contesto
sociale in cui a parole e con le parole ci viene detto tutto, sempre e
comunque. Si cerca di imbonire, si cerca di spaventare, si cerca di ottenere qualcosa
attraverso le parole, poi spesso accade il contrario, le parole non sono
garanzia di verità, possono essere tutt’altro e allontanare dalla comprensione
le persone. In questo caso, la risposta sarebbe il ritorno all’immediatezza
comunicativa».
Il linguaggio fisico sembrerebbe quindi più
importante di quello verbale...
«Il corpo non è nelle condizioni di poter
mentire, mai. Il movimento rivela gli affetti più profondi di una persona. Con
le parole possiamo esprimere le nostre opinioni, ma anche cambiare idea. Il
corpo vive sempre la verità».
Considera lo spettacolo dal vivo un prodotto
culturale?
«Io ne sono
convinto, si tratta di linguaggio, con un suo codice, una sua grammatica. È intrattenimento se
funzionale all’audience o alle occasioni televisive».
Non pensa che sinergia, formazione, scuola
internazionale possano essere slogan, che il concetto di factory entri in
contrapposizione con il concetto di arte?
«Non si può cadere
nell’atteggiamento contrario, le parole possono avere significato e coerenza,
l’importante è che non siano fraudolente».
Vorrebbe definire il suo stile?
«Elaboro delle
atmosfere, non mi interessa raccontare un aneddoto. La danza ha una valenza
strutturale, ma è un linguaggio che va interpretato, forse più di un testo
scritto. Non c’è una logica precisa del dover comporre quanto un’esigenza primaria
di comunicazione da parte del coreografo. Bisogna conoscere la tradizione per poi
liberarsene. Il danzatore dovrebbe avere un apprendistato di tipo classico e il
critico una cultura enciclopedica, mentre per lo più si limita a lavorare sul
proprio gusto».
martedì 17 luglio 2012
“Invito alla Danza” resiste
È
noto, c’è crisi. Marina Michetti, direttrice della storica rassegna estiva
“Invito alla Danza”, si confronta con il dato reale dei tagli economici
dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale
pari al 26%. Dimostrati negli anni pragmatismo manageriale e lungimiranza, è
promotrice di un appello sul sito web del festival, l’unico a vantare ventidue
anni di attività. L’intento è sensibilizzare l’opinione pubblica. “Gli
operatori culturali e gli artisti hanno diritto al rispetto del loro lavoro.
Perché questo avvenga, le istituzioni hanno il dovere di garantire le modalità
operative dello spettacolo dal vivo in merito alla tempistica,
l’organizzazione, le garanzie tecniche ed economiche”, la petizione prosegue facendo
riferimento al pubblico, migliaia di spettatori che sostengono queste istanze.
Cos’è cambiato dall’anno scorso?
«La fase che stiamo attraversando è difficile a tutti i livelli. La percentuale che si investe nella Cultura è ben piccola cosa rispetto ai grandi numeri che giustamente riguardano altri ambiti come la Sanità, la Scuola eccetera. Tuttavia se anche questo contributo venisse ulteriormente assottigliato, lo spettacolo rischierebbe di non poter più sussistere. Dato il taglio al contributo, che negli anni precedenti è stato sempre uguale, avrei dovuto conseguentemente privare la programmazione di alcune presenze, ma credo nel diritto del pubblico alle produzioni di qualità. Non posso dire alle compagnie, il 22 giugno, a una settimana dall’inizio del festival, “ti cancello”, non darei un’immagine di serietà, poco importa che non dipenda da me, non sarei più un referente affidabile. Inoltre siamo usciti con un notevole ritardo con la pubblicità e la promozione, così gli spettacoli della prima settimana sono stati penalizzati, penso al Gala dell’Hamburg Ballett John Neumeier con cui abbiamo aperto il 3 luglio, oppure a Les Ballets Trockadero de Monte Carlo del 6».
Quali scelte ha messo in campo?
«Il cartellone di “Invito alla Danza” è rimasto tale e quale, non ho cancellato spettacolo alcuno e ho rispettato gli impegni. Per l’anno prossimo ci sono tante incognite. Organizzare un festival internazionale come questo significa stipulare accordi e sottoscrivere contratti nei tempi e nelle modalità dovute. Il cartellone non è fatto di titoli decisi all’ultimo momento. Forse quest’anno si doveva tagliare, ma io non l’ho voluto fare. Le compagnie hanno i loro bilanci, i tour, quindi c’è la necessità di far affidamento su quanto concordato. Del resto se i media si occupano di “Invito alla Danza”, le televisioni riprendono gli spettacoli e i giornali ne scrivono, qualche cosa significherà. Credo di aver fatto la scelta giusta, questo potevo fare e questo ho fatto».
C’è la petizione per la raccolta delle firme...
«Non parlerei di petizione, vorrei piuttosto chiamarla condivisione di intenti tra noi del mondo dello spettacolo, fatto di cittadini, e il pubblico, fatto ugualmente di cittadini. Inoltre “Invito alla Danza” è l’unico festival dell’estate romana. Il nostro interlocutore principe è il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ci ha sempre sostenuto, ma sono obbligata ovviamente anche a rispettare la sua normativa, che ha delle tempistiche molto diverse».
Lei ha mai pensato di fare l’Assessore alla Cultura? Suppone ci saranno ulteriori tagli o miglioramenti?
«Non mi sono mai occupata di politica e non mi sono mai legata a un partito. Ho passato la mia vita in sala prove, dietro le quinte e in palcoscenico, ho sempre fatto un discorso artistico, ma se qualcuno me lo chiedesse potrei mettere a disposizione l’esperienza di una vita. Non sono in grado di sapere se ci saranno ulteriori tagli, miglioramenti o peggioramenti. Dico semplicemente che se si impegnano denari e immagine, si dovrebbe poter disporre di certezze. Non voglio assumere il ruolo di altri, l’unica condizione che sento di poter avanzare è quella di conoscere la portata dei finanziamenti, per fare a tutti gli effetti delle scelte. Oggi viviamo un’incertezza che danneggia tutti».
Prossima edizione del festival?
«Se anche ci dovessero essere nell’estate 2013 le stesse condizioni di quest’anno, mi auguro di saperlo in tempo utile, sarei pronta a rinunciare all’intero mese di luglio per fare una scelta di eccellenza ridotta a pochissimi nomi».
“SPOTLIGHT ON TANGO”
L’estate romana senza il tango proprio non è lo stesso.
Il cartellone di “Invito alla Danza” quest’anno lo garantisce, con nomi
prestigiosi nel panorama internazionale a dispetto della drastica riduzione dei
finanziamenti, chissà per la prossima edizione. Sul palco del Teatro Villa
Pamphilj stasera e domani va in scena lo spettacolo
dedicato ai 100 anni di una tradizione appassionata, “Spotlight on Tango”,
direzione arrangiamenti e bandoneon di Romulo Larrea. Oltre a rendere omaggio a
compositori come Piazzolla, Troilo, Salgan, Mores e il grande Carlos Gardel, sulle note di un’orchestra costituita da musicisti
di eccellenza, i sei ballerini danzano la dimensione più articolata e teatrale del
Nuevo che si affaccia al XXI secolo. Voce solista, con il suo canto Verónica
Larc interpreta i temi del vivere civile, delle implicazioni disumanizzanti che
l’inurbamento comporta, della competizione e della seduzione, dell’immigrazione
e del melting pot. La compagnia si esibisce per la prima volta in Italia.
Biglietti: 1° settore: intero € 25,00,
ridotto: € 23,00 - 2° settore: intero € 23,00, ridotto: € 20,00. Villa
Pamphilj, ingresso in via di San Pancrazio 10, tel. 06.5881614, orario: 21.15.
L’estate romana senza il tango proprio non è lo stesso.
Il cartellone di “Invito alla Danza” quest’anno lo garantisce, con nomi
prestigiosi nel panorama internazionale a dispetto della drastica riduzione dei
finanziamenti, chissà per la prossima edizione. Sul palco del Teatro Villa
Pamphilj stasera e domani va in scena lo spettacolo
dedicato ai 100 anni di una tradizione appassionata, “Spotlight on Tango”,
direzione arrangiamenti e bandoneon di Romulo Larrea. Oltre a rendere omaggio a
compositori come Piazzolla, Troilo, Salgan, Mores e il grande Carlos Gardel, sulle note di un’orchestra costituita da musicisti
di eccellenza, i sei ballerini danzano la dimensione più articolata e teatrale del
Nuevo che si affaccia al XXI secolo. Voce solista, con il suo canto Verónica
Larc interpreta i temi del vivere civile, delle implicazioni disumanizzanti che
l’inurbamento comporta, della competizione e della seduzione, dell’immigrazione
e del melting pot. La compagnia si esibisce per la prima volta in Italia.
Biglietti: 1° settore: intero € 25,00,
ridotto: € 23,00 - 2° settore: intero € 23,00, ridotto: € 20,00. Villa
Pamphilj, ingresso in via di San Pancrazio 10, tel. 06.5881614, orario: 21.15.
giovedì 12 luglio 2012
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, AN INTIMATE EVENING WITH
Joan Baez
La
definizione di icona del folk le sta a pennello. Inalterato il fascino, Joan
Baez canta melodiosamente la protesta o quel che rimane dello slancio
libertario vibrante commosso ampio anni ’60 USA. Con “God is God”, “Be not too Hard”
e “Farewell Angelina” dà l’avvio a un concerto che per maestosità e levità
potrebbe essere un discorso alle nazioni, un appello alle coscienze fatto di
giustizia sociale e pacifismo, però musicale. Dirk Powell è polistrumentista e
voce di accompagnamento, Gabriel Harris percussionista. “Scarlet Tide”, “Catch
the Wind”, “The Ballad of Mary
Magdalen”, “Jerusalem”, “Suzanne” sono alcuni titoli del repertorio storico con la novità della
presentazione al largo pubblico di Marianne Aya Omac, cantautrice e chitarrista
di pregio, insieme cantano “Gracias a la vida” della cilena Violeta Parra. Tra
rock, pop, country e gospel, la statunitense con il cuore percorre i confini
del mondo e dedica la canzone popolare tunisina “Jari Ya Hammouda” ai giovani
della primavera araba. La scena è costituita da un salotto: un divano, un
tavolino e un lume di terra. C’è anche un contributo italiano, il brano di
Gianni Morandi “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling
Stones”. Specie di controcanto, la sfumatura del mezzotono nell’interpretazione
di “Imagine” di John Lennon farebbe pensare alla valenza utopica delle ballate.
Sulle note di “Here’s to you”, “Blowing in the Wind”, “Diamonds and Rust” e
“Donna Donna” si torna a casa. Prossimo appuntamento del Festival Luglio suona
bene 2012 X edizione sabato 14 Pat Metheny Unity Band alla Cavea ore 21. Biglietti: da
35 a 55 euro. Riduzioni: Parco
della Musica Card, giovani fino a 26 anni, over 65 anni, American Express,
Feltrinelli, Carta Per Due, Interclub, ACI, Bibliocard, Carta Giovani, CTS e
cral convenzionati.
L’evento
si è svolto venerdì 06/07/2012
Cavea
ore 21
Luglio suona bene 2012
Joan Baez
An Intimate Evening with
An Intimate Evening with
sabato 7 luglio 2012
"GISELLE" APRE LA STAGIONE ESTIVA DEL TEATRO DELL'OPERA ALLE TERME DI CARACALLA
Fiaba, mito, utopia del
mondo nuovo come romanticismo vuole, “Giselle”, il balletto nato nel 1841
dall’incontro creativo tra lo scrittore giornalista e critico Théophile Gautier
e la poesia di Heinrich Heine, è la parabola della vita di una contadinella che
fatalmente accede al regno delle ombre dove vivono le Villi, spiriti di giovani
non convolate a nozze. L’ammonimento che grava sulla sua salute le vieterebbe
variazioni, salti, arabesque. Un villaggio della Renania, con le casette che
sembrano cialde glassate, la scena del primo atto richiama l’atmosfera
incantata dei fratelli Grimm, vivacizzata dalla corale festa variopinta della
vendemmia. Sanpietroburghese, Maria Yakovleva danza perfettamente la
delicatezza innocente dell’innamorata corteggiata dal paysan Loys, in realtà il
nobile Albrecht. Sfugge alle limitazioni impostele dalla mamma e affatica il
suo cuore fino a soccombere. Scoperto l’inganno, tradita, impazzisce e muore. Eteree
fanciulle alate si radunano nei boschi al chiaro di luna, l’amore di Giselle
salva l’amato dalla vendetta invocando la pietà della regina delle tenebre,
Myrtha. Il secolo normativo delle gerarchie e delle armonie conosce il preludio
a quel che sarà il novecento, con i conflitti le rotture le guerre i manifesti.
Musica di Adolphe Adam, coreografia di Patrice Bart da Jean Coralli e Jules
Perrot, direttore David Garforth, “Giselle” è in scena sul palco delle Terme di
Caracalla ancora domenica 8 e martedì 10 luglio alle 21. Stasera appuntamento
alle 21.30 con “Aleksandr Nevskij”, concerto con spettacolare
impianto scenico e video proiezioni del regista Pier’Alli, sotto la direzione
della prestigiosa bacchetta di Jurij Temirkanov. È possibile acquistare i
biglietti tramite i siti internet www.operaroma.it
e www.listicket.it,
tramite il call center LisTicket (892.982) o presso tutti i Punti Vendita Lis
Ticket (Lottomatica).
“Giselle”
Terme
di Caracalla
Musica
di
Adolphe Adam
Adolphe Adam
Balletto
in due atti
su soggetto di Théophile Gautier e Vernoy de Saint-Georges
su soggetto di Théophile Gautier e Vernoy de Saint-Georges
Prima
rappresentazione
Sabato,
30 Giugno,
ore 21.00
Repliche
Domenica,
1 Luglio,
ore 21.30
Martedì,
10 Luglio,
ore 21.00
Martedì,
3 Luglio,
ore 21.00
Domenica,
8 Luglio,
ore 21.00
Coreografia
e impianto scenico
|
Patrice
Bart
|
Direttore
|
David
Garforth
|
Costumi
|
Anna
Anni
|
Disegno
luci
|
Agostino
Angelini
|
Interpreti
Svetlana
Zakharova (30 giugno e 1 luglio)
|
|
Maria
Yakovleva (3 luglio)
|
|
Olesya
Novikova (8 e 10 luglio)
|
|
Friedemann
Vogel (30 giugno, 1 e 3 luglio)
|
|
Leonid
Sarafanov (8 e 10 luglio)
|
|
ORCHESTRA
E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA
martedì 15 maggio 2012
“Serata Maurice Béjart”
Un trittico al Teatro dell’Opera ripropone la rivoluzionaria
concezione antropologico-estetica di Maurice Béjart, ne esemplifica la poetica,
rendendo il pubblico testimone di un fenomeno ormai consolidato in fatto di
danza, il moderno. “Ce que Maurice me dit”, “Symphonie pour un homme seul”, “Gaîté Parisienne”, ripetendo
l’eco partito dal coreografo marsigliese, concretizzano, in quello che può
considerarsi una sorta di trattatello, che è anche monumento storico, l’idea
personale del marsigliese sull’arte. Barbarico e dionisiaco rispetto al
classico, organicista e dialogico, inclusivo, totale, il balletto diviene contenitore
ideale della portata utopica e futuribile di una cultura dell’amore, della
vita, contro la violenza. “Grand Rythme” di Fernand Schirren e Micha Van Hoecke,
che compone insieme a “Eden” di Maguy Marin il primo titolo, schiera sul palco
un tribalismo ordinato, scandito dalle emissioni vocali maschili che trovano,
dopo la successiva entrata in scena del gruppo femminile, risposta
equiparativa, complementare nonché di contrappunto. L’istintualità felice mossa
dal respiro cede alla tentazione di considerarsi a misura di deità varie,
sembra questo il principio ispiratore del canto di Béjart. Il prossimo
appuntamento tersicoreo sarà per la stagione estiva alle Terme di Caracalla, torna
immancabile “Giselle” dal 30 giugno al 10 luglio.
Teatro
dell'Opera
Prima
rappresentazione
Mercoledì,
2 Maggio, ore
20.30
Repliche
Giovedì,
3 Maggio, ore
20.30
Domenica,
6 Maggio, ore
17.00
Venerdì,
4 Maggio, ore
20.30
Sabato, 5
Maggio, ore
18.00
GRAND
RYTHME
di Fernand Schirren, Micha van Hoecke
ripreso da Yoko Wakabayashi
con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo del Teatro diretta da Laura Comi
di Fernand Schirren, Micha van Hoecke
ripreso da Yoko Wakabayashi
con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo del Teatro diretta da Laura Comi
EDEN
Coreografia Maguy Marin
ripresa da Ennio Sammarco e Francoise Leick
Lui Riccardo Di Cosmo / Antonello Mastrangelo 3, 5
Lei Alessia Gay / Cristina Mirigliano 3, 5
Coreografia Maguy Marin
ripresa da Ennio Sammarco e Francoise Leick
Lui Riccardo Di Cosmo / Antonello Mastrangelo 3, 5
Lei Alessia Gay / Cristina Mirigliano 3, 5
SYMPHONIE
POUR UN HOMME SEUL
Musica di Pierre Henry, Pierre Schaeffer
Coreografia Maurice Béjart
Uomo Nicholas Le Riche / Mario Marozzi 5, 6
Donna Clairemarie Osta / Alessandra Amato 5, 6
Musica di Pierre Henry, Pierre Schaeffer
Coreografia Maurice Béjart
Uomo Nicholas Le Riche / Mario Marozzi 5, 6
Donna Clairemarie Osta / Alessandra Amato 5, 6
GAÎTÉ
PARISIENNE suite
Musica di Jacques Offenbach
Coreografia Maurice Béjart
ripresa da Miki Matsuse e Piotr Nardelli
Bim Alessio Rezza / Antonello Mastrangelo 4
Offenbach Alessandro Tiburzi / Fabio Longobardi 4, 5
Madame Lucilla Benedetti
Les amants Gaia Straccamore / Alessandra Amato 4, 5 /
Micaela Grasso 6, Paolo Mongelli / Emanuele Mulè 6
Musica di Jacques Offenbach
Coreografia Maurice Béjart
ripresa da Miki Matsuse e Piotr Nardelli
Bim Alessio Rezza / Antonello Mastrangelo 4
Offenbach Alessandro Tiburzi / Fabio Longobardi 4, 5
Madame Lucilla Benedetti
Les amants Gaia Straccamore / Alessandra Amato 4, 5 /
Micaela Grasso 6, Paolo Mongelli / Emanuele Mulè 6
|
Direttore
|
Nir
Kabaretti
|
|
Luci
|
Agostino
Angelini
|
mercoledì 9 maggio 2012
PURO RITMO URBANO
STOMP!
http://www.youtube.com/watch?v=oSFNw7iyPY4
L’epoca di Stradivari è conclusa, la sua fine
sancita una volta per tutte da scope, bidoni, spazzoloni. Il colpo di grazia
non le deriva dal suono elettronico o dalle registrazioni di sottofondo
dell’ambiente, ma dall’oggetto comune. La quarta parete a teatro è un ricordo,
la comunicazione è diretta. Da Brighton l’ensemble degli Stomp fa avanzare il
mondo dei workers in tuta, canottiera, pantaloni stracciati. I
percussionisti-attori-acrobati fanno musica con lamiere, lavelli, acqua,
coperchi, sacchetti di plastica, carta, accendini, una sinfonia roboante, una evoluta
armonia tribale che si assottiglia con lo schiocco delle falangi. Il ritmo, le
percussioni, il gioco, non viene pronunciata una parola, solo emissioni vocali
inarticolate, questo genere artistico fatto di commistioni, prelievi Dada dal
quotidiano, evoluzioni di Futurismo e Pop Art, tip-tap, gag dei tempi moderni,
passaggi da sport di squadra, avvicina il presente all’antenato del jazz, un blues
privato dei toni bassi perché impegnato nella sfida virtuosistica, ritemprato
dall’aggressività ironica, sopravvissuto alle catene di montaggio. Pluripremiata
band, gli Stomp sono al Brancaccio di Roma ancora fino al 13 maggio, al
Nazionale di Milano dal 15 al 27 maggio.
http://www.youtube.com/watch?v=oSFNw7iyPY4
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