Lovely day for a Picnic

venerdì 27 luglio 2012

Spellbound Contemporary Ballet chiude in bellezza la rassegna I.a.D.






Contemporaneo e barocco, due le coreografie che la compagnia Spellbound Contemporary Ballet presenta martedì 31 a “Invito alla Danza”: “Lost for Words”, creazione messa in scena per Civitanova Danza Marche 2012 ma per il pubblico romano nella sua versione ultimata e, rinnovato allestimento, “Bachiana”. Una poetica personale, uno scambio di conoscenze e apporti, una personale concezione del linguaggio coreografico, Mauro Astolfi si richiama alla sincerità del corpo come mezzo espressivo privilegiato.

Quali sono le parole vuote secondo lei?

«È una domanda quasi irrispondibile, ma provo. Il principio che ha ispirato “Lost for Words” è la vuotezza delle parole che deriva dalla condizione di vuoto della vita di tutti i giorni, in un contesto sociale in cui a parole e con le parole ci viene detto tutto, sempre e comunque. Si cerca di imbonire, si cerca di spaventare, si cerca di ottenere qualcosa attraverso le parole, poi spesso accade il contrario, le parole non sono garanzia di verità, possono essere tutt’altro e allontanare dalla comprensione le persone. In questo caso, la risposta sarebbe il ritorno all’immediatezza comunicativa».

Il linguaggio fisico sembrerebbe quindi più importante di quello verbale...

«Il corpo non è nelle condizioni di poter mentire, mai. Il movimento rivela gli affetti più profondi di una persona. Con le parole possiamo esprimere le nostre opinioni, ma anche cambiare idea. Il corpo vive sempre la verità».

Considera lo spettacolo dal vivo un prodotto culturale?

«Io ne sono convinto, si tratta di linguaggio, con un suo codice, una sua grammatica. È intrattenimento se funzionale all’audience o alle occasioni televisive».

Non pensa che sinergia, formazione, scuola internazionale possano essere slogan, che il concetto di factory entri in contrapposizione con il concetto di arte?

«Non si può cadere nell’atteggiamento contrario, le parole possono avere significato e coerenza, l’importante è che non siano fraudolente».

Vorrebbe definire il suo stile?

«Elaboro delle atmosfere, non mi interessa raccontare un aneddoto. La danza ha una valenza strutturale, ma è un linguaggio che va interpretato, forse più di un testo scritto. Non c’è una logica precisa del dover comporre quanto un’esigenza primaria di comunicazione da parte del coreografo. Bisogna conoscere la tradizione per poi liberarsene. Il danzatore dovrebbe avere un apprendistato di tipo classico e il critico una cultura enciclopedica, mentre per lo più si limita a lavorare sul proprio gusto».

Rassegna internazionale di danza e balletto “Invito alla Danza” XXII edizione Villa Pamphilj, ingresso in via di San Pancrazio 10, tel. 06.5881614. Orario: 21.15. Biglietti: 1° settore, intero € 23,00 - ridotto € 20,00; 2° settore, intero € 20,00 - ridotto € 17,00.

martedì 17 luglio 2012

“Invito alla Danza” resiste




È noto, c’è crisi. Marina Michetti, direttrice della storica rassegna estiva “Invito alla Danza”, si confronta con il dato reale dei tagli economici dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale pari al 26%. Dimostrati negli anni pragmatismo manageriale e lungimiranza, è promotrice di un appello sul sito web del festival, l’unico a vantare ventidue anni di attività. L’intento è sensibilizzare l’opinione pubblica. “Gli operatori culturali e gli artisti hanno diritto al rispetto del loro lavoro. Perché questo avvenga, le istituzioni hanno il dovere di garantire le modalità operative dello spettacolo dal vivo in merito alla tempistica, l’organizzazione, le garanzie tecniche ed economiche”, la petizione prosegue facendo riferimento al pubblico, migliaia di spettatori che sostengono queste istanze.  

Cos’è cambiato dall’anno scorso?

«La fase che stiamo attraversando è difficile a tutti i livelli. La percentuale che si investe nella Cultura è ben piccola cosa rispetto ai grandi numeri che giustamente riguardano altri ambiti come la Sanità, la Scuola eccetera. Tuttavia se anche questo contributo venisse ulteriormente assottigliato, lo spettacolo rischierebbe di non poter più sussistere. Dato il taglio al contributo, che negli anni precedenti è stato sempre uguale, avrei dovuto conseguentemente privare la programmazione di alcune presenze, ma credo nel diritto del pubblico alle produzioni di qualità. Non posso dire alle compagnie, il 22 giugno, a una settimana dall’inizio del festival, “ti cancello”, non darei un’immagine di serietà, poco importa che non dipenda da me, non sarei più un referente affidabile. Inoltre siamo usciti con un notevole ritardo con la pubblicità e la promozione, così gli spettacoli della prima settimana sono stati penalizzati, penso al Gala dell’Hamburg Ballett John Neumeier con cui abbiamo aperto il 3 luglio, oppure a Les Ballets Trockadero de Monte Carlo del 6».

Quali scelte ha messo in campo?

«Il cartellone di “Invito alla Danza” è rimasto tale e quale, non ho cancellato spettacolo alcuno e ho rispettato gli impegni. Per l’anno prossimo ci sono tante incognite. Organizzare un festival internazionale come questo significa stipulare accordi e sottoscrivere contratti nei tempi e nelle modalità dovute. Il cartellone non è fatto di titoli decisi all’ultimo momento. Forse quest’anno si doveva tagliare, ma io non l’ho voluto fare. Le compagnie hanno i loro bilanci, i tour, quindi c’è la necessità di far affidamento su quanto concordato. Del resto se i media si occupano di “Invito alla Danza”, le televisioni riprendono gli spettacoli e i giornali ne scrivono, qualche cosa significherà. Credo di aver fatto la scelta giusta, questo potevo fare e questo ho fatto».

C’è la petizione per la raccolta delle firme...

«Non parlerei di petizione, vorrei piuttosto chiamarla condivisione di intenti tra noi del mondo dello spettacolo, fatto di cittadini, e il pubblico, fatto ugualmente di cittadini. Inoltre “Invito alla Danza” è l’unico festival dell’estate romana. Il nostro interlocutore principe è il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ci ha sempre sostenuto, ma sono obbligata ovviamente anche a rispettare la sua normativa, che ha delle tempistiche molto diverse».

Lei ha mai pensato di fare l’Assessore alla Cultura? Suppone ci saranno ulteriori tagli o miglioramenti?

«Non mi sono mai occupata di politica e non mi sono mai legata a un partito. Ho passato la mia vita in sala prove, dietro le quinte e in palcoscenico, ho sempre fatto un discorso artistico, ma se qualcuno me lo chiedesse potrei mettere a disposizione l’esperienza di una vita. Non sono in grado di sapere se ci saranno ulteriori tagli, miglioramenti o peggioramenti. Dico semplicemente che se si impegnano denari e immagine, si dovrebbe poter disporre di certezze. Non voglio assumere il ruolo di altri, l’unica condizione che sento di poter avanzare è quella di conoscere la portata dei finanziamenti, per fare a tutti gli effetti delle scelte. Oggi viviamo un’incertezza che danneggia tutti».

Prossima edizione del festival?

«Se anche ci dovessero essere nell’estate 2013 le stesse condizioni di quest’anno, mi auguro di saperlo in tempo utile, sarei pronta a rinunciare all’intero mese di luglio per fare una scelta di eccellenza ridotta a pochissimi nomi».

 

 

“SPOTLIGHT ON TANGO”

 

 



L’estate romana senza il tango proprio non è lo stesso. Il cartellone di “Invito alla Danza” quest’anno lo garantisce, con nomi prestigiosi nel panorama internazionale a dispetto della drastica riduzione dei finanziamenti, chissà per la prossima edizione. Sul palco del Teatro Villa Pamphilj stasera e domani va in scena lo spettacolo dedicato ai 100 anni di una tradizione appassionata, “Spotlight on Tango”, direzione arrangiamenti e bandoneon di Romulo Larrea. Oltre a rendere omaggio a compositori come Piazzolla, Troilo, Salgan, Mores e il grande Carlos Gardel,  sulle note di un’orchestra costituita da musicisti di eccellenza, i sei ballerini danzano la dimensione più articolata e teatrale del Nuevo che si affaccia al XXI secolo. Voce solista, con il suo canto Verónica Larc interpreta i temi del vivere civile, delle implicazioni disumanizzanti che l’inurbamento comporta, della competizione e della seduzione, dell’immigrazione e del melting pot. La compagnia si esibisce per la prima volta in Italia. Biglietti: 1° settore: intero € 25,00, ridotto: € 23,00 - 2° settore: intero € 23,00, ridotto: € 20,00. Villa Pamphilj, ingresso in via di San Pancrazio 10, tel. 06.5881614, orario: 21.15.









giovedì 12 luglio 2012

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, AN INTIMATE EVENING WITH

Joan Baez





La definizione di icona del folk le sta a pennello. Inalterato il fascino, Joan Baez canta melodiosamente la protesta o quel che rimane dello slancio libertario vibrante commosso ampio anni ’60 USA. Con “God is God”, “Be not too Hard” e “Farewell Angelina” dà l’avvio a un concerto che per maestosità e levità potrebbe essere un discorso alle nazioni, un appello alle coscienze fatto di giustizia sociale e pacifismo, però musicale. Dirk Powell è polistrumentista e voce di accompagnamento, Gabriel Harris percussionista. “Scarlet Tide”, “Catch the Wind”, “The Ballad of Mary Magdalen”, “Jerusalem”, “Suzanne” sono alcuni titoli del repertorio storico con la novità della presentazione al largo pubblico di Marianne Aya Omac, cantautrice e chitarrista di pregio, insieme cantano “Gracias a la vida” della cilena Violeta Parra. Tra rock, pop, country e gospel, la statunitense con il cuore percorre i confini del mondo e dedica la canzone popolare tunisina “Jari Ya Hammouda” ai giovani della primavera araba. La scena è costituita da un salotto: un divano, un tavolino e un lume di terra. C’è anche un contributo italiano, il brano di Gianni Morandi “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”. Specie di controcanto, la sfumatura del mezzotono nell’interpretazione di “Imagine” di John Lennon farebbe pensare alla valenza utopica delle ballate. Sulle note di “Here’s to you”, “Blowing in the Wind”, “Diamonds and Rust” e “Donna Donna” si torna a casa. Prossimo appuntamento del Festival Luglio suona bene 2012 X edizione sabato 14 Pat Metheny Unity Band alla Cavea ore 21. Biglietti: da 35 a 55 euro. Riduzioni: Parco della Musica Card, giovani fino a 26 anni, over 65 anni, American Express, Feltrinelli, Carta Per Due, Interclub, ACI, Bibliocard, Carta Giovani, CTS e cral convenzionati.





L’evento si è svolto venerdì 06/07/2012
Cavea ore 21
Luglio suona bene 2012
Joan Baez
An Intimate Evening with






sabato 7 luglio 2012

"GISELLE" APRE LA STAGIONE ESTIVA DEL TEATRO DELL'OPERA ALLE TERME DI CARACALLA




Fiaba, mito, utopia del mondo nuovo come romanticismo vuole, “Giselle”, il balletto nato nel 1841 dall’incontro creativo tra lo scrittore giornalista e critico Théophile Gautier e la poesia di Heinrich Heine, è la parabola della vita di una contadinella che fatalmente accede al regno delle ombre dove vivono le Villi, spiriti di giovani non convolate a nozze. L’ammonimento che grava sulla sua salute le vieterebbe variazioni, salti, arabesque. Un villaggio della Renania, con le casette che sembrano cialde glassate, la scena del primo atto richiama l’atmosfera incantata dei fratelli Grimm, vivacizzata dalla corale festa variopinta della vendemmia. Sanpietroburghese, Maria Yakovleva danza perfettamente la delicatezza innocente dell’innamorata corteggiata dal paysan Loys, in realtà il nobile Albrecht. Sfugge alle limitazioni impostele dalla mamma e affatica il suo cuore fino a soccombere. Scoperto l’inganno, tradita, impazzisce e muore. Eteree fanciulle alate si radunano nei boschi al chiaro di luna, l’amore di Giselle salva l’amato dalla vendetta invocando la pietà della regina delle tenebre, Myrtha. Il secolo normativo delle gerarchie e delle armonie conosce il preludio a quel che sarà il novecento, con i conflitti le rotture le guerre i manifesti. Musica di Adolphe Adam, coreografia di Patrice Bart da Jean Coralli e Jules Perrot, direttore David Garforth, “Giselle” è in scena sul palco delle Terme di Caracalla ancora domenica 8 e martedì 10 luglio alle 21. Stasera appuntamento alle 21.30 con “Aleksandr Nevskij”, concerto con spettacolare impianto scenico e video proiezioni del regista Pier’Alli, sotto la direzione della prestigiosa bacchetta di Jurij Temirkanov. È possibile acquistare i biglietti tramite i siti internet www.operaroma.it e www.listicket.it, tramite il call center LisTicket (892.982) o presso tutti i Punti Vendita Lis Ticket (Lottomatica).



“Giselle”
Terme di Caracalla
Musica di
Adolphe Adam
Balletto in due atti
su soggetto di Théophile Gautier e Vernoy de Saint-Georges
Prima rappresentazione
Sabato, 30 Giugno, ore 21.00
Repliche
Domenica, 1 Luglio, ore 21.30
Martedì, 10 Luglio, ore 21.00
Martedì, 3 Luglio, ore 21.00
Domenica, 8 Luglio, ore 21.00
Coreografia e impianto scenico
Patrice Bart
Direttore
David Garforth
Costumi
Anna Anni
Disegno luci
Agostino Angelini
Interpreti
Svetlana Zakharova (30 giugno e 1 luglio)
Maria Yakovleva (3 luglio)
Olesya Novikova (8 e 10 luglio)
Friedemann Vogel (30 giugno, 1 e 3 luglio)
Leonid Sarafanov (8 e 10 luglio)
ORCHESTRA E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA


martedì 15 maggio 2012

“Serata Maurice Béjart”




Un trittico al Teatro dell’Opera ripropone la rivoluzionaria concezione antropologico-estetica di Maurice Béjart, ne esemplifica la poetica, rendendo il pubblico testimone di un fenomeno ormai consolidato in fatto di danza, il moderno. “Ce que Maurice me dit”, “Symphonie pour un homme seul”, “Gaîté Parisienne”, ripetendo l’eco partito dal coreografo marsigliese, concretizzano, in quello che può considerarsi una sorta di trattatello, che è anche monumento storico, l’idea personale del marsigliese sull’arte. Barbarico e dionisiaco rispetto al classico, organicista e dialogico, inclusivo, totale, il balletto diviene contenitore ideale della portata utopica e futuribile di una cultura dell’amore, della vita, contro la violenza. “Grand Rythme” di Fernand Schirren e Micha Van Hoecke, che compone insieme a “Eden” di Maguy Marin il primo titolo, schiera sul palco un tribalismo ordinato, scandito dalle emissioni vocali maschili che trovano, dopo la successiva entrata in scena del gruppo femminile, risposta equiparativa, complementare nonché di contrappunto. L’istintualità felice mossa dal respiro cede alla tentazione di considerarsi a misura di deità varie, sembra questo il principio ispiratore del canto di Béjart. Il prossimo appuntamento tersicoreo sarà per la stagione estiva alle Terme di Caracalla, torna immancabile “Giselle” dal 30 giugno al 10 luglio.
 
 
 
Teatro dell'Opera
Prima rappresentazione
Mercoledì, 2 Maggio, ore 20.30
Repliche
Giovedì, 3 Maggio, ore 20.30
Domenica, 6 Maggio, ore 17.00
Venerdì, 4 Maggio, ore 20.30
Sabato, 5 Maggio, ore 18.00


GRAND RYTHME
di Fernand Schirren, Micha van Hoecke
ripreso da Yoko Wakabayashi
con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo del Teatro diretta da Laura Comi
EDEN
Coreografia Maguy Marin
ripresa da Ennio Sammarco e Francoise Leick
Lui Riccardo Di Cosmo / Antonello Mastrangelo 3, 5
Lei Alessia Gay / Cristina Mirigliano 3, 5
SYMPHONIE POUR UN HOMME SEUL
Musica di Pierre Henry, Pierre Schaeffer
Coreografia Maurice Béjart
Uomo Nicholas Le Riche / Mario Marozzi 5, 6
Donna Clairemarie Osta / Alessandra Amato 5, 6
GAÎTÉ PARISIENNE suite
Musica di Jacques Offenbach
Coreografia Maurice Béjart
ripresa da Miki Matsuse e Piotr Nardelli
Bim Alessio Rezza / Antonello Mastrangelo 4
Offenbach Alessandro Tiburzi / Fabio Longobardi 4, 5
Madame Lucilla Benedetti
Les amants Gaia Straccamore / Alessandra Amato 4, 5 /
Micaela Grasso 6, Paolo Mongelli / Emanuele Mulè 6
Direttore
Nir Kabaretti
Luci
Agostino Angelini

mercoledì 9 maggio 2012

PURO RITMO URBANO

STOMP!







L’epoca di Stradivari è conclusa, la sua fine sancita una volta per tutte da scope, bidoni, spazzoloni. Il colpo di grazia non le deriva dal suono elettronico o dalle registrazioni di sottofondo dell’ambiente, ma dall’oggetto comune. La quarta parete a teatro è un ricordo, la comunicazione è diretta. Da Brighton l’ensemble degli Stomp fa avanzare il mondo dei workers in tuta, canottiera, pantaloni stracciati. I percussionisti-attori-acrobati fanno musica con lamiere, lavelli, acqua, coperchi, sacchetti di plastica, carta, accendini, una sinfonia roboante, una evoluta armonia tribale che si assottiglia con lo schiocco delle falangi. Il ritmo, le percussioni, il gioco, non viene pronunciata una parola, solo emissioni vocali inarticolate, questo genere artistico fatto di commistioni, prelievi Dada dal quotidiano, evoluzioni di Futurismo e Pop Art, tip-tap, gag dei tempi moderni, passaggi da sport di squadra, avvicina il presente all’antenato del jazz, un blues privato dei toni bassi perché impegnato nella sfida virtuosistica, ritemprato dall’aggressività ironica, sopravvissuto alle catene di montaggio. Pluripremiata band, gli Stomp sono al Brancaccio di Roma ancora fino al 13 maggio, al Nazionale di Milano dal 15 al 27 maggio.

http://www.youtube.com/watch?v=oSFNw7iyPY4